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L’era della scarsità dei micronutrienti

L’era della scarsità dei micronutrienti è il momento storico in cui ci troviamo adesso, ed ha a che vedere con il nostro stile di vita, le nostre abitudini ed il nostro modo di alimentarci. I cambiamenti avvenuti negli ultimi 150 anni hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere, ed hanno introdotto delle novità le cui ripercussioni non sempre sono state positive.

Se analizziamo le statistiche relative all’assunzione di micronutrienti osserveremo che percentuali cospicue della popolazione adulta non raggiungono i livelli di assunzione raccomandata di vitamina D, α-tocoferolo (vit. E), folati, calcio, magnesio e ferro. I bambini e gli adolescenti presentano spesso consumi inadeguati di retinolo, vitamina D, α-tocoferolo, vitamine B6 e B12, folati, calcio, ferro, zinco e magnesio. I dati si riferiscono ai paesi europei.
Negli Stati Uniti, il paese economicamente più prospero al mondo, la situazione non è molto diversa: solo il 43% degli abitanti assume abbastanza magnesio, il 60% abbastanza folati, il 14% abbastanza vitamina E, il 46% abbastanza vitamina A, il 31% abbastanza calcio, l’8% abbastanza potassio.
A livello mondiale è stato stimato che nel 2000 soffrivano di carenze di vitamine e minerali tra i 2 e i 3,5 miliardi di persone, pari al 35-60% del totale.

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7 motivi per cui i prodotti raffinati costano meno di quelli integrali

Tutti ci siamo chiesti: come mai lo zucchero integrale, tipo Mascobado, costa molto di più dello zucchero bianco? Perché il pane a la pasta integrali costano più del pane e della pasta fatti con farina bianca? È un fenomeno che sembra sfidare ogni logica: essendo questi prodotti sottoposti a meno procedimenti dovrebbero essere più economici, non certo più cari.

In questo articolo si spiegano i motivi di questo paradosso. Continua a leggere

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Un esempio di ricetta che usa un ingrediente autoctono

Sostengo fortemente che la nostra alimentazione dovrebbe essere basata su piante che rispondono ad una serie precisa di caratteristiche. Nella mia parmanenza in Brasile ho avuto la fortuna di imbattermi nella Jaca (artocarpus heterophyllus), ed è proprio con questa che ho cucinato una variante della mia graditissima “zuppa degli dei”, ovvero di lenticchie.

La Jaca è un frutto di grandi dimensioni, può arrivare fino a 7-8 kg di peso, e all’interno ospita 150-200 frutti minori, ciascuno composto da un seme ed una polpa di rivestimento. La polpa -di colore giallo- si può mangiare cruda, dolce come l’albicocca. I semi invece si cucinano come altri alimenti amidacei; immaginiamoli come le patate.

Jaca

Una Jaca così raccolta presenta le seguenti caratteristiche:

  • è un frutto locale, a km 0, è rimasto sull’albero fino a maturazione e non è stato trasportato per settimane o mesi in celle frigorifere;
  • è una pianta forte, spontanea, adattata al territorio ed al clima e poco attaccata dai parassiti: non necessita di fertilizzanti nè pesticidi, è di fatto biologica;
  • è integrale: non ha subito processi di raffinazione come si fa con la farina bianca o lo zucchero;
  • non ha subito manipolazioni di nessun tipo (incroci selettivi, ibridazione, modificazione genetica) e presenta dunque quell’equilibrio di nutrienti originario che spesso viene alterato con le suddette manipolazioni. Mi spiego meglio:

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Osservazioni sull’alimentazione delle classi popolari in Guatemala

Questo post comincia una serie che analizza alcune tendenze osservate in campo alimentare in Guatemala.

Ho vissuto in Guatemala diversi anni, intrattenendo relazioni lavorative e di amicizia con persone di ogni classe sociale. Ho avuto il privilegio di vivere DA DENTRO la vita quotidiana guatemalteca, la condivisione conviviale dei pasti, della spesa settimanale, del lavoro, del denaro, della cultura, dei valori soggettivi e degli altri fattori che determinano le scelte alimentari.

E’ grazie a quest’esperienza diretta che posso apportare il presente contributo, che intende essere una testimonianza viva di ciò che ho avuto il privilegio di osservare e discernere.

Breve introduzione al contesto del paese

Il Guatemala è un piccolo paese dell’America Centrale. La superficie è circa un terzo dell’Italia, il clima tropicale. Gli abitanti (circa 13 milioni) sono discendenti dei Maya, e nel paese si parlano ben 22 lingue indigene. Il colonialismo e la recente guerra civile ne hanno fatto uno dei paesi più poveri dell’America Latina. Più precisamente ha il più basso Indice di Sviluppo Umano (HDI) dell’America Latina dopo Haiti.

Il Guatemala è fortemente suddiviso in classi, su base economica ed etnica. Quando uso il termine “classi popolari” mi riferisco a quella maggioranza della popolazione che vive in condizioni di umiltà, povertà o miseria più o meno accentuata. Vi è poi una ristretta élite di persone più abbienti che ha accesso ad alimenti più costosi.

L’alimentazione della popolazione in Guatemala è basata sul connubio di mais e fagioli, che i Maya coltivano in consociazione da migliaia di anni. L’alimentazione delle classi popolari è in grande misura composta da alimenti di origine vegetale.

gente de maiz

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Insalata “da Casa do Vento”

Il viaggio in Brasile ha portato nuove ispirazioni e nuove ricette, tra cui quella qui descritta. Si tratta di un’insalata in cui la base è la miscela del sapore creata dal succo di pomodoro, succo di lime (Citrus × aurantifolia) e lievito alimentare. Una festa di vitamine e sapori forti, in cui il dolce succo di pomodoro si fonde con le tonalità caratteristiche del lievito, ed è infine inasprito dai picchi d’acidità del lime. A questa base si aggiungono una manciata di foglie verdi e un tocco di semi oleaginosi tostati, ad arricchire la consistenza finale.

Io riporto la ricetta così com’è nata anche se, per la logica dei prodotti locali, se dovessi riprodurla qui in Italia sostituirei sicuramente il lime con il limone nostrano, e le arachidi con le mandorle o nocciole.

Insalata “da Casa do Vento”

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Il mango scemo

Qualche tempo fa riflettevo con un amico a proposito di una percezione che avevo avuto mangiando frutta. Scrivevo:

Sento una differenza tra diversi frutti che ho mangiato ultimamente. Durante una permanenza in Venezuela, in una spiaggia vicina ad un bosco di cacao e alberi del pane, raccoglievamo quotidianamente i manghi che, a volte, costituivano l’unico cibo del pranzo o della colazione. Erano incredibilmente saporiti e ci davano un senso di sazietà per diverse ore.

mangos

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Complementi all’insalata!

Insalata arricchita

Questo post è nato con la colazione di stamattina: in genere inizio la giornata con un müsli al quale aggiungo dei semi vari macinati con una fioccatrice. Già nel Leafy plate avevo parlato della mia abitudine di aggiungere semi oleaginosi alle preparazioni per aumentarne la quantità totale di micronutrienti. Tuttavia non mi ero mai soffermato a stimare la reale portata di tale aggiunta!

La ricetta di oggi è quindi un mix di semi che si può aggiungere alla più banale delle insalate, ad esempio lattuga, carote, olio e sale. Il composto macinato, a contatto con l’umidità delle verdure e con l’olio, crea una deliziosa cremina che, grazie alla sostanza grassa, accentua i sapori. Il piatto finale risulterà poi ancora più saporito per l’abbondanza di quei microelementi di cui abbiamo spesso carenze: il corpo riconosce la preziosità dell’alimento introdotto e fa scaturire una sensazione di piacere.

Il risultato finale è un’insalata da record in quanto a valori nutritivi. Presentiamo qui il mix di semi scelto e la composizione nutrizionale.

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