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Calcio, fibre e fantasia: Girelle alle cime di rapa

Un timido sole accenna a scoprire il cielo; compare dietro alle nubi quasi a scusarsi per la protratta assenza. In Puglia a marzo verdeggiano rigogliose le distese dell’ortaggio più tipico: le cime di rapa.

Il vero pugliese riconosce che la verde infiorescenza dal gusto deciso ed inconfondibile -all’apparenza simile ad un piccolo broccolo- che cresce su questa pianta della famiglia delle Brassicacee, fa parte del suo DNA.

Il piatto che vi presentiamo oggi è una creazione versatile e gustosa, adatta tanto ad aprire un succulento banchetto quanto a fare da insolito contorno ad una portata di legumi.

Le girelle sono una base di piadina, ovviamente vegana ed integrale, farcita con un misto di verdure a foglia verde, variabile a seconda della disponibilità: bietole, cavolo verza, sivoni, spinaci, ecc.

Tutte le foglie verdi sono ricche di calcio e di fibre, e sono dunque indispensabili nell’alimentazione di quanti hanno scelto la via della salute. Vegani vegetariani e non trarranno enormi benefici dall’inclusione di questi alimenti nella loro dieta settimanale. Ecco quindi la ricetta delle:

Girelle alle cime di rapa

003 girelle

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Sweetdish #2

Questo piatto nasce nella stessa occasione del già descritto Leafy plate. Questa volta si è cercato di unire diversi frutti in modo da creare un piatto estremamente zuccherino. Lo sweetdish è la risposta sana ai desideri di dolci. Piuttosto che abusare di cioccolata o derivati animali, qui si propone una soddisfazione di quei momenti particolari in cui si cerca un dolcetto squisito. Oltretutto lo sweetdish è 100% crudo, a beneficio delle vitamine che non moriranno nella cottura.

Anche qui non mancano le verdure (fibra, micronutrienti) ed una manciata di semi oleaginosi, giusto per arricchire la preparazione con vitamina E, calcio e qualche acido grasso polinsaturo.

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Leafy plate

Questo piatto nasce in una fredda e piovosa estate tedesca, in un incontro naturalista magico, un campeggio senza elettricità, in cui l’acqua si prendeva alla sorgente e si trasportava al campo base a spalla, salendo mezz’ora sulle pendici di una collina, circondati da pascoli e quel che rimane della foresta nera. I canti, le chitarre, i fuochi e le celebrazioni alla luna. Gli incontri, le storie, le magie…

Il raduno era vegano e crudista, e la “cucina” funzionava così: dopo aver disposto i singoli ingredienti su di un telo, dopo le rituali celebrazioni di ringraziamento per il cibo, ognuno prendeva ciò di cui aveva voglia e componeva nella propria ciotola dei mix a seconda dei gusti. Sul telo c’erano principalmente: carote, funghi, broccoli, barbabietole (rapa rossa), semi di girasole, canapa, zucca, legumi fermentati o germogliati come lenticchie, ceci, grano saraceno, avena fioccata, erbe spontanee, lattuga, spinaci, fichi secchi, uva passa, banane, mele, prugne, nocciole…

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