3

Osservazioni sull’alimentazione delle classi popolari in Guatemala

Questo post comincia una serie che analizza alcune tendenze osservate in campo alimentare in Guatemala.

Ho vissuto in Guatemala diversi anni, intrattenendo relazioni lavorative e di amicizia con persone di ogni classe sociale. Ho avuto il privilegio di vivere DA DENTRO la vita quotidiana guatemalteca, la condivisione conviviale dei pasti, della spesa settimanale, del lavoro, del denaro, della cultura, dei valori soggettivi e degli altri fattori che determinano le scelte alimentari.

E’ grazie a quest’esperienza diretta che posso apportare il presente contributo, che intende essere una testimonianza viva di ciò che ho avuto il privilegio di osservare e discernere.

Breve introduzione al contesto del paese

Il Guatemala è un piccolo paese dell’America Centrale. La superficie è circa un terzo dell’Italia, il clima tropicale. Gli abitanti (circa 13 milioni) sono discendenti dei Maya, e nel paese si parlano ben 22 lingue indigene. Il colonialismo e la recente guerra civile ne hanno fatto uno dei paesi più poveri dell’America Latina. Più precisamente ha il più basso Indice di Sviluppo Umano (HDI) dell’America Latina dopo Haiti.

Il Guatemala è fortemente suddiviso in classi, su base economica ed etnica. Quando uso il termine “classi popolari” mi riferisco a quella maggioranza della popolazione che vive in condizioni di umiltà, povertà o miseria più o meno accentuata. Vi è poi una ristretta élite di persone più abbienti che ha accesso ad alimenti più costosi.

L’alimentazione della popolazione in Guatemala è basata sul connubio di mais e fagioli, che i Maya coltivano in consociazione da migliaia di anni. L’alimentazione delle classi popolari è in grande misura composta da alimenti di origine vegetale.

gente de maiz

Continua a leggere

Annunci
0

Il mango scemo

Qualche tempo fa riflettevo con un amico a proposito di una percezione che avevo avuto mangiando frutta. Scrivevo:

Sento una differenza tra diversi frutti che ho mangiato ultimamente. Durante una permanenza in Venezuela, in una spiaggia vicina ad un bosco di cacao e alberi del pane, raccoglievamo quotidianamente i manghi che, a volte, costituivano l’unico cibo del pranzo o della colazione. Erano incredibilmente saporiti e ci davano un senso di sazietà per diverse ore.

mangos

Continua a leggere

1

Sweetdish #2

Questo piatto nasce nella stessa occasione del già descritto Leafy plate. Questa volta si è cercato di unire diversi frutti in modo da creare un piatto estremamente zuccherino. Lo sweetdish è la risposta sana ai desideri di dolci. Piuttosto che abusare di cioccolata o derivati animali, qui si propone una soddisfazione di quei momenti particolari in cui si cerca un dolcetto squisito. Oltretutto lo sweetdish è 100% crudo, a beneficio delle vitamine che non moriranno nella cottura.

Anche qui non mancano le verdure (fibra, micronutrienti) ed una manciata di semi oleaginosi, giusto per arricchire la preparazione con vitamina E, calcio e qualche acido grasso polinsaturo.

Continua a leggere

5

Leafy plate

Questo piatto nasce in una fredda e piovosa estate tedesca, in un incontro naturalista magico, un campeggio senza elettricità, in cui l’acqua si prendeva alla sorgente e si trasportava al campo base a spalla, salendo mezz’ora sulle pendici di una collina, circondati da pascoli e quel che rimane della foresta nera. I canti, le chitarre, i fuochi e le celebrazioni alla luna. Gli incontri, le storie, le magie…

Il raduno era vegano e crudista, e la “cucina” funzionava così: dopo aver disposto i singoli ingredienti su di un telo, dopo le rituali celebrazioni di ringraziamento per il cibo, ognuno prendeva ciò di cui aveva voglia e componeva nella propria ciotola dei mix a seconda dei gusti. Sul telo c’erano principalmente: carote, funghi, broccoli, barbabietole (rapa rossa), semi di girasole, canapa, zucca, legumi fermentati o germogliati come lenticchie, ceci, grano saraceno, avena fioccata, erbe spontanee, lattuga, spinaci, fichi secchi, uva passa, banane, mele, prugne, nocciole…

Continua a leggere