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Insalata degli Etruschi

Agro tra Blera e Monteromano (VT), i primi raggi di aprile scaldano timidamente e danno un assaggio d’estate. I corpi riscoprono l’ormai dimenticato tepore, lo spogliarsi dai pesanti strati invernali, la nudità di fronte al sole che coccola col suo calore l’intera superficie della pelle.

Ora l’inverno non fa più paura; solo la notte – gelida – toglie il desiderio di accucciarsi nella tenda da campeggio e fa preferire a molti rimanere attorno al fuoco, come gli antichi, a raccontarsi storie e scoprire insieme le unioni delle stelle e scorgere magari con un po’ di fortuna un bagliore nel cielo, una stella cadente.

Qui, nelle terre che furono degli Etruschi, riscopriamo il piacere di raccogliere le erbe selvatiche, saporite e nutrienti. Immagino di compiere un’azione antica, già compiuta durante i secoli da pastori, raccoglitori, agricoltori e tutti i popoli che hanno abitato le stesse terre prima di noi. Immagino di provare la stessa sensazione, gli stessi sapori, immagino di condividere il pasto con i nostri antenati; immagino che migliaia di anni fa quei gesti si facevano allo stesso modo; immagino che l’insalata che preparo è una ricetta antichissima, ripetuta uguale dall’alba dei tempi. Queste erbe mi connettono al territorio; a QUESTE terre e non ad altre. E pertanto:

Insalata degli Etruschi

Insalata degli Etruschi

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Custodire le vitamine

Come si sa molte vitamine vengono perse con la cottura. Ma quali esattamente? E in quali alimenti si trovano? In questo post si vuole fornire uno schema riassuntivo della situazione e poter rispondere ad esempio alla domanda: quali cibi è meglio consumare crudi?

L’articolo è suddiviso in due parti: vitamine termolabili, ovvero quelle che si degradano con la cottura, e vitamine termostabili, quelle cioè resistenti. Si useranno anche altri termini:
liposolubili: vitamine che si distribuiscono nei grassi, quindi nell’olio;
idrosolubili: vitamine che si distribuiscono nell’acqua;
fotosensibili: si degradano con l’esposizione alla luce.

Vitamine Termolabili

Vitamina A

Liposolubile, fotosensibile, sensibile all’aria e all’acidità

I carotenoidi si trovano negli alimenti di origine vegetali e in particolare:

  • negli ortaggi di colore giallo arancio quali carote, zucche, peperoni; radicchio
  • nelle verdure a foglia verde come spinaci e broccoli; cicoria, bietole, cavolini di bruxelles, sedano
  • in alcuni frutti, quali albicocche, meloni, pesche gialle, pompelmo rosa e papaia

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Insalata agrodolce

Detta anche Spurgamebe o, candidamente, “Depurativa”

La storia della creazione di questo prodigio della nutriceutica è viscerale. Chi passa un lungo tempo nei paesi tropicali non può esimersi dal provare la cucina tipica del posto e sebbene la realtà sia di granlunga più magnanima dell’incubo terrorista che ti prospettano medici e guide turistiche prima di partire, tuttavia sul lungo periodo c’è qualche rischio di essere “battezzati” da uno dei mali più comuni delle latitudini esotiche: le amebe. Si tratta di dei parassiti (v. post) che, in forma di alghe, colonizzano le pareti dell’intestino provocando diarrea a giorni alterni. Niente di drammaticamente sconvolgente, ma dopo qualche settimana la situazione inizia ad essere scomoda ed ecco schiere di medici allopatici pronti ad imbottirti di pilloloni chimicosi… La prima volta ci sono cascato, la seconda no. Continua a leggere

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Sweetdish #2

Questo piatto nasce nella stessa occasione del già descritto Leafy plate. Questa volta si è cercato di unire diversi frutti in modo da creare un piatto estremamente zuccherino. Lo sweetdish è la risposta sana ai desideri di dolci. Piuttosto che abusare di cioccolata o derivati animali, qui si propone una soddisfazione di quei momenti particolari in cui si cerca un dolcetto squisito. Oltretutto lo sweetdish è 100% crudo, a beneficio delle vitamine che non moriranno nella cottura.

Anche qui non mancano le verdure (fibra, micronutrienti) ed una manciata di semi oleaginosi, giusto per arricchire la preparazione con vitamina E, calcio e qualche acido grasso polinsaturo.

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Leafy plate

Questo piatto nasce in una fredda e piovosa estate tedesca, in un incontro naturalista magico, un campeggio senza elettricità, in cui l’acqua si prendeva alla sorgente e si trasportava al campo base a spalla, salendo mezz’ora sulle pendici di una collina, circondati da pascoli e quel che rimane della foresta nera. I canti, le chitarre, i fuochi e le celebrazioni alla luna. Gli incontri, le storie, le magie…

Il raduno era vegano e crudista, e la “cucina” funzionava così: dopo aver disposto i singoli ingredienti su di un telo, dopo le rituali celebrazioni di ringraziamento per il cibo, ognuno prendeva ciò di cui aveva voglia e componeva nella propria ciotola dei mix a seconda dei gusti. Sul telo c’erano principalmente: carote, funghi, broccoli, barbabietole (rapa rossa), semi di girasole, canapa, zucca, legumi fermentati o germogliati come lenticchie, ceci, grano saraceno, avena fioccata, erbe spontanee, lattuga, spinaci, fichi secchi, uva passa, banane, mele, prugne, nocciole…

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