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Osservazioni sull’alimentazione delle classi popolari in Guatemala

Questo post comincia una serie che analizza alcune tendenze osservate in campo alimentare in Guatemala.

Ho vissuto in Guatemala diversi anni, intrattenendo relazioni lavorative e di amicizia con persone di ogni classe sociale. Ho avuto il privilegio di vivere DA DENTRO la vita quotidiana guatemalteca, la condivisione conviviale dei pasti, della spesa settimanale, del lavoro, del denaro, della cultura, dei valori soggettivi e degli altri fattori che determinano le scelte alimentari.

E’ grazie a quest’esperienza diretta che posso apportare il presente contributo, che intende essere una testimonianza viva di ciò che ho avuto il privilegio di osservare e discernere.

Breve introduzione al contesto del paese

Il Guatemala è un piccolo paese dell’America Centrale. La superficie è circa un terzo dell’Italia, il clima tropicale. Gli abitanti (circa 13 milioni) sono discendenti dei Maya, e nel paese si parlano ben 22 lingue indigene. Il colonialismo e la recente guerra civile ne hanno fatto uno dei paesi più poveri dell’America Latina. Più precisamente ha il più basso Indice di Sviluppo Umano (HDI) dell’America Latina dopo Haiti.

Il Guatemala è fortemente suddiviso in classi, su base economica ed etnica. Quando uso il termine “classi popolari” mi riferisco a quella maggioranza della popolazione che vive in condizioni di umiltà, povertà o miseria più o meno accentuata. Vi è poi una ristretta élite di persone più abbienti che ha accesso ad alimenti più costosi.

L’alimentazione della popolazione in Guatemala è basata sul connubio di mais e fagioli, che i Maya coltivano in consociazione da migliaia di anni. L’alimentazione delle classi popolari è in grande misura composta da alimenti di origine vegetale.

gente de maiz

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