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Ciambella al cioccolato

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Calcio, fibre e fantasia: Girelle alle cime di rapa

Un timido sole accenna a scoprire il cielo; compare dietro alle nubi quasi a scusarsi per la protratta assenza. In Puglia a marzo verdeggiano rigogliose le distese dell’ortaggio più tipico: le cime di rapa.

Il vero pugliese riconosce che la verde infiorescenza dal gusto deciso ed inconfondibile -all’apparenza simile ad un piccolo broccolo- che cresce su questa pianta della famiglia delle Brassicacee, fa parte del suo DNA.

Il piatto che vi presentiamo oggi è una creazione versatile e gustosa, adatta tanto ad aprire un succulento banchetto quanto a fare da insolito contorno ad una portata di legumi.

Le girelle sono una base di piadina, ovviamente vegana ed integrale, farcita con un misto di verdure a foglia verde, variabile a seconda della disponibilità: bietole, cavolo verza, sivoni, spinaci, ecc.

Tutte le foglie verdi sono ricche di calcio e di fibre, e sono dunque indispensabili nell’alimentazione di quanti hanno scelto la via della salute. Vegani vegetariani e non trarranno enormi benefici dall’inclusione di questi alimenti nella loro dieta settimanale. Ecco quindi la ricetta delle:

Girelle alle cime di rapa

003 girelle

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Un dolce alternativo: ciambella di riso gluten-free

“Pronto? Ciao! Quindi ci sei stasera a cena? Certo. Ah, ti informo che viene anche un’amica che sta mangiando senza glutine… Veramente pensavo di fare una torta… mm, lasciami pensare…”

Sono le cinque del pomeriggio e le informazioni appena ricevute mi scombussolano un po’ i piani. Avevo pensato di fare una ciambella, ovviamente vegana, magari alla frutta o al cioccolato, ma la ricetta che uso sempre contiene farina di grano, che come sappiamo non è adatto a chi soffre di celiachia.

Non voglio abbandonare il progetto di fare un dolce, e questa volta devo inventarmi un dessert senza glutine (quindi niente grano, avena, farro, orzo), senza uova, latte, burro, yogurt né margarina. E magari anche buono… sfida accettata!

Tempo fa mi ero ingegnato a preparare un rollè, una specie di sushi dolce a base di riso integrale e crema di mango, ed è proprio questo ricordo che mi ha ispirato nella creazione del ciambelline gluten-free che propongo oggi in questa ricetta.

Leggero e dal gusto delicato, è stato apprezzato anche da chi non è vegano. Buon divertimento!

Ciambella di riso senza glutine

005 ciambella al riso

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Insalata degli Etruschi

Agro tra Blera e Monteromano (VT), i primi raggi di aprile scaldano timidamente e danno un assaggio d’estate. I corpi riscoprono l’ormai dimenticato tepore, lo spogliarsi dai pesanti strati invernali, la nudità di fronte al sole che coccola col suo calore l’intera superficie della pelle.

Ora l’inverno non fa più paura; solo la notte – gelida – toglie il desiderio di accucciarsi nella tenda da campeggio e fa preferire a molti rimanere attorno al fuoco, come gli antichi, a raccontarsi storie e scoprire insieme le unioni delle stelle e scorgere magari con un po’ di fortuna un bagliore nel cielo, una stella cadente.

Qui, nelle terre che furono degli Etruschi, riscopriamo il piacere di raccogliere le erbe selvatiche, saporite e nutrienti. Immagino di compiere un’azione antica, già compiuta durante i secoli da pastori, raccoglitori, agricoltori e tutti i popoli che hanno abitato le stesse terre prima di noi. Immagino di provare la stessa sensazione, gli stessi sapori, immagino di condividere il pasto con i nostri antenati; immagino che migliaia di anni fa quei gesti si facevano allo stesso modo; immagino che l’insalata che preparo è una ricetta antichissima, ripetuta uguale dall’alba dei tempi. Queste erbe mi connettono al territorio; a QUESTE terre e non ad altre. E pertanto:

Insalata degli Etruschi

Insalata degli Etruschi

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Un esempio di ricetta che usa un ingrediente autoctono

Sostengo fortemente che la nostra alimentazione dovrebbe essere basata su piante che rispondono ad una serie precisa di caratteristiche. Nella mia parmanenza in Brasile ho avuto la fortuna di imbattermi nella Jaca (artocarpus heterophyllus), ed è proprio con questa che ho cucinato una variante della mia graditissima “zuppa degli dei”, ovvero di lenticchie.

La Jaca è un frutto di grandi dimensioni, può arrivare fino a 7-8 kg di peso, e all’interno ospita 150-200 frutti minori, ciascuno composto da un seme ed una polpa di rivestimento. La polpa -di colore giallo- si può mangiare cruda, dolce come l’albicocca. I semi invece si cucinano come altri alimenti amidacei; immaginiamoli come le patate.

Jaca

Una Jaca così raccolta presenta le seguenti caratteristiche:

  • è un frutto locale, a km 0, è rimasto sull’albero fino a maturazione e non è stato trasportato per settimane o mesi in celle frigorifere;
  • è una pianta forte, spontanea, adattata al territorio ed al clima e poco attaccata dai parassiti: non necessita di fertilizzanti nè pesticidi, è di fatto biologica;
  • è integrale: non ha subito processi di raffinazione come si fa con la farina bianca o lo zucchero;
  • non ha subito manipolazioni di nessun tipo (incroci selettivi, ibridazione, modificazione genetica) e presenta dunque quell’equilibrio di nutrienti originario che spesso viene alterato con le suddette manipolazioni. Mi spiego meglio:

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Insalata “da Casa do Vento”

Il viaggio in Brasile ha portato nuove ispirazioni e nuove ricette, tra cui quella qui descritta. Si tratta di un’insalata in cui la base è la miscela del sapore creata dal succo di pomodoro, succo di lime (Citrus × aurantifolia) e lievito alimentare. Una festa di vitamine e sapori forti, in cui il dolce succo di pomodoro si fonde con le tonalità caratteristiche del lievito, ed è infine inasprito dai picchi d’acidità del lime. A questa base si aggiungono una manciata di foglie verdi e un tocco di semi oleaginosi tostati, ad arricchire la consistenza finale.

Io riporto la ricetta così com’è nata anche se, per la logica dei prodotti locali, se dovessi riprodurla qui in Italia sostituirei sicuramente il lime con il limone nostrano, e le arachidi con le mandorle o nocciole.

Insalata “da Casa do Vento”

Salada da casa do vento Continua a leggere

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Panettone si può

Qualche settimana fa ho iniziato i miei esperimenti con il panettone: volevo farne uno vegano e più salutare delle porcherie che si trovano in commercio. Così ho cercato un po’ di ricette ed ho iniziato la lista delle sostituzioni:

  • zucchero integrale mascobado del commercio equo al posto dello zucchero bianco;
  • olio d’oliva al posto di olio di palma, margarine più o meno idrogenate, burro ed affini;
  • assenza delle uova;
  • latte d’avena autoprodotto bio al posto del latte vaccino o del latte in tetrapak;

Man mano ho affinato la ricetta, affinato le proporzioni, le temperature ed i tempi di cottura. Ora sono all’8ª versione e vi mostro i risultati:

Panettone vegano

Ecco quindi la ricetta del

Panettone vegano salutista

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