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Come curare l’amebiasi in modo naturale

Introduzione

Questo post nasce in risposta ad un commento di una lettrice che, scettica sull’efficacia del metodo di cura dell’amebiasi esposto in precedenza, consiglia di non pubblicare “cavolate”. L’amebiasi è la proliferazione, nell’intestino, delle amebe, un parassita tipico dei paesi tropicali e sub-tropicali. La medicina occidentale la cura con i farmaci, e nel mio post anteriore io ho proposto, invece, un metodo naturale il quale è stato rigettato in un commento in calce all’articolo.

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La riconnessione sensoriale nell’alimentazione

È estremamente importante riconnetterci con il nostro corpo. Gli animali sanno per istinto cosa mangiare, in che quantità, e come curarsi. Oltre all’istinto li aiuta l’esperienza, fatta di memoria corporale, sensazioni e ricordi.

Il nostro istinto è travolto dalla pubblicità, dall’abitudine ad ingurgitare compulsivamente alimenti pieni di zucchero e coloranti, dal delegare a qualcun altro – il medico – il compito di riportarci in salute. Aggiungerei inoltre che siamo assorti nell’illusione di poter risolvere ogni malessere con una pillola.

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L’effetto dei cibi sulla digestione

Nei post precedenti si è trattato il tema delle sensazioni legate alla fame, le sensazioni durante il processo digestivo completo (ovvero il transito del cibo tanto nello stomaco quanto nei due intestini), ed infine alcune considerazioni legate all’osservazione delle feci. Qui si trattano le relazioni di causa ed effetto osservate tra i singoli alimenti e le sensazioni. Se nei post precedenti ci si è soffermati sul “cosa osservare”, qui ci dedichiamo a “ciò che si è osservato”. I dati riportati sono frutto di osservazioni empiriche dirette ed indirette. Continua a leggere

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L’osservazione delle feci

Se solo dedicassimo all’osservazione delle feci la metà dell’attenzione che dedichiamo alla scelta del cibo avremmo risolto quasi tutti i nostri problemi di salute. E invece no, ci dimentichiamo di loro, le espelliamo in un contesto – il gabinetto – che crea una barriera sensoriale tra noi e la nostra “produzione”. Non la vediamo, appena la sentiamo con l’olfatto, il minimo indispensabile perché – ci dicono – è sgradevole. E poi di corsa: carta igienica, sciacquone e via! Ritorniamo alla nostra vita di sempre.

Gli animali sono più intelligenti. I cani si soffermano a guardare le proprie feci, le annusano, e così fanno i loro padroni se vogliono sapere se i loro amici pelosi stanno bene. Mi chiedo se i padroni degli animali domestici fanno lo stesso con le proprie feci.

Le feci hanno molto da raccontarci: in primo luogo ci dicono se abbiamo scelto bene i nostri cibi; e si sa, la corretta alimentazione è alla base della salute. Ecco qui un piccolo manuale su come si osservano le feci.

Digestive-System Continua a leggere

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Le sensazioni durante la digestione

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dell’importanza del riconoscere le sensazioni legate all’appetito, che chiamiamo comunemente “fame”.

Anche la sensorialità della digestione riveste un ruolo di primaria importanza nella riconnessione con il nostro corpo nel cammino verso la salute. Continua a leggere

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La riconnessione col senso della fame

Nonostante usiamo una sola parola, esistono diversi tipi di fame. La sensazione che li accomuna è il desiderio di consumare cibo, ma in realtà dietro l’apparente unicità dello stimolo si nascondono delle differenze importanti. L’assunzione eccessiva o deviata di cibo, condotta con scarsa consapevolezza, oltre la soglia della necessità, ci porta ad un cattivo uso del nostro corpo, delle nostre risorse naturali, della nostra terra, ed in ultima analisi porta alla malattia del nostro corpo e del pianeta su cui viviamo. Per questo è importante imparare a riconoscere il tipo di fame, per poter fornire una risposta adeguata alla domanda del nostro corpo.

fame

Quest’articolo si propone di enumerare i diversi tipi di fame, per indurre alla riflessione e stimolare l’osservazione cosciente. Continua a leggere

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L’alimentazione vegana equilibrata, tra falsi miti e prevenzione delle carenze

In quest’articolo affrontiamo il tema dei falsi miti relativi alle potenziali carenze di un’alimentazione vegana. Sono molti infatti coloro che temono che un regime alimentare vegano, cioè basato su alimenti di origine vegetale, possa indurre ad assunzioni insufficienti di determinati nutrienti. Quelli più comunemente nominati sono le proteine, il calcio ed il ferro.

Questo luogo comune si deve all’associare tali nutrienti agli alimenti di origine animale come la carne ed i latticini: è vero che i suddetti derivati animali sono gli alimenti più ricchi, ma gli stessi nutrienti si possono trovare anche nel mondo vegetale, ed assumere in modo adeguato con una dieta vegana.

Inoltre il corpo umano è una macchina complessa, in cui non sempre 1+1 = 2. I fabbisogni nutrizionali sono valutati sulla base della fisiologia degli onnivori, ma nel nostro corpo esistono così tante interazioni, in parte conosciute ed in parte sconosciute, che rendono difficile prevedere a priori gli effetti della sostituzione di alimenti animali con alimenti vegetali. I vegani funzionano secondo una fisiologia “diversa”, fatta di miglior assorbimento, miglior efficienza nell’utilizzo e minori perdite di micronutrienti. Continua a leggere