L’osservazione delle feci

Se solo dedicassimo all’osservazione delle feci la metà dell’attenzione che dedichiamo alla scelta del cibo avremmo risolto quasi tutti i nostri problemi di salute. E invece no, ci dimentichiamo di loro, le espelliamo in un contesto – il gabinetto – che crea una barriera sensoriale tra noi e la nostra “produzione”. Non la vediamo, appena la sentiamo con l’olfatto, il minimo indispensabile perché – ci dicono – è sgradevole. E poi di corsa: carta igienica, sciacquone e via! Ritorniamo alla nostra vita di sempre.

Gli animali sono più intelligenti. I cani si soffermano a guardare le proprie feci, le annusano, e così fanno i loro padroni se vogliono sapere se i loro amici pelosi stanno bene. Mi chiedo se i padroni degli animali domestici fanno lo stesso con le proprie feci.

Le feci hanno molto da raccontarci: in primo luogo ci dicono se abbiamo scelto bene i nostri cibi; e si sa, la corretta alimentazione è alla base della salute. Ecco qui un piccolo manuale su come si osservano le feci.

Digestive-System

Il primo strumento di cui abbiamo bisogno è il concetto di tempo di transito: si tratta del tempo che intercorre tra l’assunzione di un cibo e la sua espulsione. Come abbiamo detto nel post precedente il cibo passa tra i 30 minuti e le 3 ore nello stomaco, e circo 8-12 ore nell’intestino. I tempi variano da persona a persona ed in base al cibo e alle combinazioni tra alimenti.

Quando andiamo in bagno espelliamo ciò che abbiamo mangiato circa 12 ore prima, e quest’informazione è molto utile per tracciare delle relazioni di causa-effetto tra ciò che abbiamo consumato e ciò che vediamo nel gabinetto, ovvero il risultato finale del processo digestivo.

Queste relazioni di causa ed effetto sono molto importanti perché ci permettono di capire quali cibi ci fanno male, quali non tolleriamo, e in fin dei conti quali alimenti eliminare per migliorare la nostra salute.

Un altro stratagemma per riconoscere le corrispondenze tra “input” e “output” è l’uso di alcuni marcatori: i semi di pomodoro e di sesamo, se consumati interi, passano interi fino all’uscita; saranno dunque visibili nelle feci e ci permetteranno di identificare quale pasto abbiamo appena espulso nel gabinetto. La barbabietola colora le feci di viola, ma solo quelle corrispondenti al pasto in cui è stata consumata.

Col tempo e l’esperienza saremo in grado di tracciare una corrispondenza perfetta tra cibi e feci, per migliorare la nostra digestione, eliminare i fastidi (gonfiori, spasmi, putrefazioni), migliorare l’assorbimento dei nutrienti ed in definitiva il nostro stato di benessere.

Il primo senso che si usa nel cammino verso una maggiore consapevolezza del nostro corpo è l’olfatto. Un odore molto sgradevole può essere causato dalla putrefazione degli alimenti fortemente proteici. Ciò genera un “odore” di carne marcia esattamente perché c’è carne marcia! I processi putrefattivi sono, oltre che scomodi e sgradevoli, anche pericolosi perché infiammano l’intestino e producono sostanze dannose. Possiamo evitare che ciò accada eliminando dall’alimentazione le carni e la combinazione di zuccheri + alimenti proteici nello stesso pasto (v. l’articolo sulle Combinazioni alimentari )

Una nota: oltre alle carni, anche i legumi sono cibi molto proteici, tuttavia non hanno la stessa capacità putrefattiva delle carni. Solo l’osservazione e l’esperienza potranno dirci come il nostro corpo risponde ai diversi alimenti proteici perché, è bene ricordarlo, non siamo tutti uguali e possono esserci differenze significative nelle risposte digestive di ognuno di noi.

Un’altra causa degli odori molto sgradevoli è il consumo di latte da parte di un individuo intollerante al lattosio: in questo caso si possono produrre fermentazioni, flatulenze ed anche diarrea.

Una terza causa di odori molto sgradevoli può essere il consumo di alimenti come: fritture, margarina, zucchero e farina bianca (pane, pasta). Anche in questo caso esiste una forte variabilità inter-individuale delle risposte, per questo solo l’osservazione diretta potrà dirci come funziona il nostro corpo e come comportarci in futuro.

Inoltre è importante aggiungere che esiste un “effetto soglia” per cui alcuni fastidi si manifestano solo se gli alimenti “pericolosi” sono consumati oltre una certa quantità, che può essere diversa in ognuno di noi.

Dopo l’olfatto, il secondo senso che usiamo nell’osservazione delle feci è la vista: che aspetto hanno le feci? Sono come palline simili alla “cacca di capra”? O come un cilindro compatto? O piuttosto una massa semi-liquida con frammenti di alimenti non digeriti?

bristol stool chart

Le feci “a palline” (tipo 1 e 2 dell’immagine) sono tipiche di un soggetto stitico e si risolve aumentando il consumo di frutta, verdure e legumi, e riducendo il consumo di carboidrati raffinati (pasta, pane) e di formaggi.

Il secondo tipo (numero 3 e 4 dell’immagine) indica che tutto è andato per il meglio e le feci si sono formate in maniera ottimale. Ricordiamo che le feci sono liquide in tutto il tragitto attraverso l’intestino tenue, ed è solo nell’ultima parte – l’intestino crasso – che l’acqua viene riassorbita e la massa liquida si asciuga formando l’aspetto solido ideale delle feci.

Il terzo tipo (“massa semi-liquida”, numero 5, 6 e 7 dell’immagine) può avere diverse cause: errata combinazione di alimenti nello stesso pasto, eccesso di alimenti fritti, grassi liberi (olio, burro, margarina), scarsa tolleranza ad un ingrediente nuovo, ecc.

In conclusione, se eliminassimo tutti gli alimenti “sbagliati” e rispettassimo le combinazioni alimentari, che aspetto avrebbero le “feci perfette”? Quello di un cilindro ben formato, né troppo duro né troppo liquido, con assenza di dolore sia prima sia durante l’evacuazione ed infine.. non avrebbero odore! (sgradevole)

Ovviamente si tratta pur sempre di feci, ma il loro odore sarebbe infinitamente inferiore a quello di un alimento non digerito o putrefatto. Provare per credere!

La riconnessione sensoriale nell’alimentazione

  1. Introduzione
  2. La riconnessione col senso della fame
  3. Le sensazioni durante la digestione
  4. L’osservazione delle feci
  5. L’effetto dei cibi sulla digestione
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One thought on “L’osservazione delle feci

  1. Pingback: L’ effetto dei cibi sulla digestione | La Cucina Dei Briganti

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