Calcio, fibre e fantasia: Girelle alle cime di rapa

Un timido sole accenna a scoprire il cielo; compare dietro alle nubi quasi a scusarsi per la protratta assenza. In Puglia a marzo verdeggiano rigogliose le distese dell’ortaggio più tipico: le cime di rapa.

Il vero pugliese riconosce che la verde infiorescenza dal gusto deciso ed inconfondibile -all’apparenza simile ad un piccolo broccolo- che cresce su questa pianta della famiglia delle Brassicacee, fa parte del suo DNA.

Il piatto che vi presentiamo oggi è una creazione versatile e gustosa, adatta tanto ad aprire un succulento banchetto quanto a fare da insolito contorno ad una portata di legumi.

Le girelle sono una base di piadina, ovviamente vegana ed integrale, farcita con un misto di verdure a foglia verde, variabile a seconda della disponibilità: bietole, cavolo verza, sivoni, spinaci, ecc.

Tutte le foglie verdi sono ricche di calcio e di fibre, e sono dunque indispensabili nell’alimentazione di quanti hanno scelto la via della salute. Vegani vegetariani e non trarranno enormi benefici dall’inclusione di questi alimenti nella loro dieta settimanale. Ecco quindi la ricetta delle:

Girelle alle cime di rapa

003 girelle

(Antipasti o contorno per 6 persone)

Ingredienti per la massa:

  • 300 g di farina integrale
  • Mezzo cucchiaino di bicarbonato
  • Un pizzico di sale
  • Acqua

Mescoliamo la farina, il bicarbonato ed il sale. Aggiungiamo acqua un po’ alla volta fino a raccogliere tutta la farina. Lavoriamo per almeno 5 minuti fino ad ottenere una massa morbida e che non si appiccica alle dita. Lasciamo riposare 20 minuti.

Ingredienti per il ripieno:

  • 300 g di cime di rape
  • 500 g di altre verdure a foglia verde
  • Due spicchi d’aglio
  • 3-4 pomodorini o pomodori
  • Olio
  • Pepe nero
  • Un barattolo di pomodori secchi sott’olio, oppure di pomodori secchi

Sminuzziamo l’aglio e lo mettiamo a soffriggere in una padella. Aggiungiamo i pomodorini tagliati a pezzetti, un pizzico di sale, e lasciamo appassire.

Aggiungiamo le verdure a foglia verde e le cime di rapa, tutto tagliato a pezzi piccoli, di circa 2 cm. Condiamo con il pepe o altre spezie a piacere, come il peperoncino o il timo.

Copriamo con un coperchio e lasciamo stufare, muovendo saltuariamente con un cucchiaio di legno. Dopo un paio di minuti stappiamo e lasciamo asciugare. Infine spegniamo il fuoco.

A parte stendiamo un po’ di massa fino a formare una piadina sottile. Scaldiamo una padella piatta per piadine (che si chiama testo romagnolo) e quando è ben calda adagiamo la piadina.

Quando è appena bruciacchiata su un lato la giriamo sull’altro lato. Quando è appena bruciacchiata anche sull’altro lato, la piadina è pronta. Deve essere cotta ma morbida, umida, non secca, altrimenti non si piega. Possiamo preparare in anticipo tutte le piadine.

Adagiamo uno strato di verdure sull’intera superficie di una piadina.

Tagliamo tre pomodori secchi a striscioline e li posiamo su di un lato della piadina. È proprio da questo lato che cominceremo ad arrotolare la piadina, in modo che il pomodoro risulti al centro della girella.

Quando avremo il “rullo”, lo taglieremo in fette alte all’incirca tre dita, che collocheremo in verticale come se fosse sushi.

Serviamo nella composizione più gradita: congiuntamente come nella foto, oppure in piatti singoli come contorno ad una portata maggiore.

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