Torneremo ad essere 500 milioni?

Questo post continua l’analisi sui trend socio-energetici iniziata nell’articolo Il mondo tra vent’anni.

Torneremo ad essere 500 milioni?

Se sovrapponiamo le curve dell’estrazione del petrolio e della popolazione mondiale negli ultimi 100 anni osserveremo una coincidenza quasi perfetta.

oil_and_population

Possiamo ascrivere l’aumento della popolazione principalmente a due fattori: il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e l’aumento della produzione di cibo relazionato con la cosiddetta “rivoluzione verde”, ovvero l’uso di fertilizzanti industriali e prodotti chimici nell’agricoltura.

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Con la diminuzione della disponibilità di petrolio ed il conseguente aumento del prezzo dei fertilizzanti e del combustibile necessario per la produzione e trasporto dei prodotti agricoli possiamo inferire una difficoltà crescente nella produzione e distribuzione di alimenti.

É difficile stimare la diminuzione della popolazione mondiale corrispondente alla produzione agricola in un mondo senza petrolio. La popolazione potrebbe scendere a livelli preindustriali (500 milioni di persone, pari al 7% della popolazione attuale) o probabilmente con l’intervento di altri fattori la diminuzione della popolazione sarà meno accentuata. Tali fattori potrebbero essere l’attuazione di politiche sociali di redistribuzione, cambiamenti dei consumi legati alla diminuzione degli sprechi e tecniche agricole adattate alle nuove disponibilità materiali.

In altre parole la crescente pressione delle condizioni e la forza stessa della necessità potrebbero promuovere movimenti sociali e culturali volti al conseguimento di diritti economici e sociali, piani di distribuzione di aiuti alimentari, riduzione del consumo di prodotti di lusso (prodotti importati, fuori stagione, carne) a causa del loro stesso prezzo crescente, produzione domestica di alimenti, produzione biologica, mutamento dell’organizzazione sociale in senso non-urbano e decentralizzato. In mancanza di tali riforme il sistema neoliberale attuale non si preoccupa di garantire le risorse necessarie alla sopravvivenza delle fasce sociali povere, che sono quindi le più esposte al rischio di scomparire.

Il ritorno parziale al sistema feudale

Se osserviamo i dati relativi all’estrazione di alcune risorse (oro, platino, cadmio, mercurio) osserveremo che in alcuni casi la quantità estratta è diminuita negli ultimi anni (v. oltre). Possiamo assumere che ciò sia dovuto all’esaurimento dei giacimenti e non alla diminuzione della domanda.

Se consideriamo che le attività estrattive richiedono una enorme quantità di energia si deduce che l’aumento del prezzo del petrolio accentuerà la scarsità relativa delle materie prime minerali.

Nel caso del carbone si è già passati dallo sfruttamento di risorse ad alto rendimento (antracite e litantrace bituminoso) a risorse di minor rendimento (lignite e litantrace sub-bituminoso), come si vede nel grafico:

coal_production

Il grafico va letto in questo modo: la linea nera indica l’estrazione del carbone di alta qualità, quella marrone l’estrazione della qualità inferiore, e la linea rossa è la somma delle due produzioni a parità di energia. Data la crescente domanda di energia, quando l’estrazione del carbone di prima qualità ha iniziato ad essere stazionaria si è cominciato ad estrare – in maniera sempre crescente – anche il carbone di qualità inferiore.

La fine dell’abbondanza di energia e metalli a buon mercato, caratteristici dello sviluppo dell’era industriale, di un substrato economico manifatturiero, dell’era del consumismo, porterà alla contrazione del settore secondario, con conservazione del settore terziario nei paesi in cui le condizioni politiche decideranno di preservare il welfare state.

Nei paesi dove prevarranno regimi autoritari e modelli economici del saccheggio si può prevedere uno spostamento verso l’economia di sussistenza (settore economico primario; terziario classista solo per i ricchi) e un’organizzazione sociale di tipo feudale: uso della forza-lavoro umana, concentrazione delle terre nelle mani di potenti oligarchie, uso delle forze armate private.
Tale spostamento potrebbe essere in una certa misura ammortizzato dall’uso equitativo di combustibili (biodiesel), fonti rinnovabili (eolico, solare, idroelettrico) e tecnologie prima sconosciute, e dal riutilizzo dei materiali riciclati.

Il picco dei metalli

Si riportano grafici relativi all’estrazione di alcune risorse per le quali si registra una diminuzione delle quantità estratte negli ultimi anni.

gold

platinum

cadmium

mercury

 

Fonte: Elaborazione propria su dati USGS.

Questo articolo continua con: Le classi geo-sociali più colpite.

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2 thoughts on “Torneremo ad essere 500 milioni?

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