La sindrome del colon irritabile (IBS) per la letteratura scientifica: cause e guarigione

Torniamo su un tema già trattato: la sindrome del colon irritabile di cui soffre una parte sempre crescente della popolazione (v. Alimentazione per il colon irritabile per dei consigli pratici sui cibi da preferire ed evitare).

I primi campanelli d’allarme venivano suonati già alla fine degli anni ’70, quando diversi studi scientifici iniziarono ad osservare il fenomeno e proposero l’uso della crusca per alleviare i sintomi. Erano gli anni della “rivoluzione verde” (l’introduzione dei fertilizzanti artificiali e dei prodotti chimici nell’agricoltura) e di una progressiva ed inarrestabile urbanizzazione globale. Negli USA come nei paesi in via di sviluppo sempre più persone adottavano uno stile di vita cittadino ed iniziavano ad ammalarsi di quelle malattie tipiche del nuovo ambiente, prima sconosciute.

Il “progresso” ha introdotto alimenti nuovi, come le farine raffinate ed un’abbondanza di zucchero senza precedenti e proprio questi fattori sono stati individuati tra le cause delle perturbazioni intestinali note come IBS. Nella comunità scientifica c’è un certo consenso sui suddetti fattori, mentre ci sono ancora dei dubbi relativi al ruolo del caffè, latticini, grassi animali e grassi in genere, citati come co-fattori da diversi medici.

In questo articolo proponiamo alcuni testi estratti e tradotti dalle pubblicazioni scientifiche sul tema. Si tratta comunque di una breve selezione, visto che la letteratura scientifica sul tema è vastissima.

Cause legate alla dieta

Diversi studi hanno associato il consumo di saccarosio (zucchero bianco) all’IBS, alla colite ulcerosa ed al morbo di Crohn. Alti consumi di grassi, soprattutto animali, colesterolo e proteine sono stati associati ad un alto rischio di colite ulcerosa. Per il morbo di Crohn è stato individuato anche l’alto consumo di carboidrati ed amido. Altri studi invertono invece associando gli zuccheri alla colite ulcerosa ed aggiungono grassi, olii e pesce ai fattori di rischio del morbo di Crohn.

Come fattori di protezione vi sono un elevato consumo di fibra, fluidi, magnesio, vitamina C e frutta.

Legame tra colon irritabile e reflusso gastrico

Diversi studi hanno evidenziato che molto spesso le persone che soffrono della sindrome del colon irritabile soffrono anche di reflusso gastrico, e viceversa.

Guarigione

Molti studi sono orientati all’attenuazione dei sintomi: non parlano cioè di una guarigione definitiva ma di una dieta che può alleviare o far scomparire i sintomi finchè viene seguita. Quando si torna alle vecchie abitudini alimentari possono comparire di nuovo anche i vecchi disturbi.

Le ricerche di Painter (1972!) vanno nella direzione di aumentare il consumo di fibre, anche attraverso la crusca e diminuire o eliminare lo zucchero bianco.

Gibson & Shepherd individuano tutta una gamma di cibi che favorirebbero la fermentazione degli zuccheri semplici, da cui il malessere intestinale. Propongono di eliminare o ridurre: la frutta molto dolce (mele, pere, pesche, mango, anguria, frutta fresca, succo di frutta), dolcificanti tipo fruttosio, latte, formaggi freschi, rape rosse (barbabietola), brassicacee (broccoli, cavoli), grano e segale se mangiati in grandi quantità, ceci, lenticchie, dolcificanti tipo sorbitolo, mannitolo, xylitolo. Popongono di sostituirli con: banane, uva, kiwi, limoni, mandarini, arance, frutti di bosco, fragole, sciroppo d’acero, latte e yogurt senza lattosio, latte di riso, formaggi stagionati, carote, sedano, mais, melanzane, lattuga, zucca, pomodori, cereali senza glutine.

Altri autori danno indicazioni più generiche: ridurre o eliminare lattosio, sorbitolo, fruttosio, carboidrati propensi alla fermentazione (fagioli, cavoli, lenticchie). Consigliano inoltre di aumentare le fibre.

Conclusioni

Come si vede non c’è una voce unanime, ma piuttosto un certo consenso attorno a dei punti fissi (evitare zucchero bianco e farine raffinate, aumentare le fibre), mentre su altri le voci divergono.

Certe misure di prevenzione, come ridurre o eliminare i derivati animali, aumentare il consumo di frutta e verdura, sono misure che contribuiscono a migliorare la nostra salute da molti punti di vista: oltre a regolare la funzione intestinale sono anche protettive nei confronti del cancro, delle malattie cardiovascolari, dell’obesità, rinforzano il sistema immunitario, ecc. Abbiamo dunque una convergenza di ragioni che ci indicano che la dieta giusta da seguire è quella basata su alimenti di origine vegetale, con un’abbondanza di alimenti crudi.

Fonti

Ho riunito in questo documento gli estratti delle pubblicazioni scientifiche:
IBS SYNTHESIS (gennaio 2015)

 

ibs

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