Leafy plate

Questo piatto nasce in una fredda e piovosa estate tedesca, in un incontro naturalista magico, un campeggio senza elettricità, in cui l’acqua si prendeva alla sorgente e si trasportava al campo base a spalla, salendo mezz’ora sulle pendici di una collina, circondati da pascoli e quel che rimane della foresta nera. I canti, le chitarre, i fuochi e le celebrazioni alla luna. Gli incontri, le storie, le magie…

Il raduno era vegano e crudista, e la “cucina” funzionava così: dopo aver disposto i singoli ingredienti su di un telo, dopo le rituali celebrazioni di ringraziamento per il cibo, ognuno prendeva ciò di cui aveva voglia e componeva nella propria ciotola dei mix a seconda dei gusti. Sul telo c’erano principalmente: carote, funghi, broccoli, barbabietole (rapa rossa), semi di girasole, canapa, zucca, legumi fermentati o germogliati come lenticchie, ceci, grano saraceno, avena fioccata, erbe spontanee, lattuga, spinaci, fichi secchi, uva passa, banane, mele, prugne, nocciole…

Per me era la prima esperienza cruda: seppur filo-crudista non avevo mai fatto un giorno intero 100% raw. In questa occasione mi lanciai ben 20 giorni da crudista. Ci misi un paio di giorni a capire come stavano le cose. Ricordo la perenne sensazione di fame i primi due giorni; la “zacusca de vinete” in barattolo -comprata in Romania alcuni giorni prima- consumata come consolazione nella tenda da campeggio per smorzare l’appetito; gli ingredienti mescolati alla rinfusa per poter ingurgitare la maggior quantità possibile di quel cibo che non sembrava mai abbastanza, i bruciori di stomaco.

Col passare dei giorni cominciai a capire come funzionava il mio sistema digerente, dopo averlo usato inconsapevolmente per 29 anni. Capii che gran parte di ciò che mangiamo in realtà non serve, che le cose stanno diversamente da come normalmente pensiamo, in termini di calorie, carboidrati, ecc. Per fortuna al campeggio trovai un libro che descriveva le combinazioni alimentari, ovvero il modo in bisogna combinare o no i cibi che mangiamo (ho dedicato un articolo a questo tema). Imparai a separare la frutta da tutto il resto, accelerando notevolmente la digestione. In questo modo anche il mio stomaco fu felice perchè non dovette più coricarsi mentre era ancora al lavoro: è così che si evita di stuzzicare la bocca dello stomaco, provocando il reflusso gastroesofageo.

Man mano che i chili di fibre passavano per il mio intestino, e portavano via i residui di glutine della mia normale alimentazione, cambiava anche il modo in cui il mio corpo mi comunicava la sazietà e la “fame”. La mia ciotola poteva contenere un volume di circa 500-600 ml. I primi giorni, per saziarmi, avevo bisogno di riempirla due volte e mezzo, perchè il mio corpo era abituato a cibi poco nutrienti. Gli ultimi giorni nell’incontro, invece, di ciotole di cibo me ne bastava solo una.

Giorno dopo giorno elaborai un “piatto-base”, ovvero il piatto principale che alternavo solamente con lo Sweetdish #2 e un’abbondanza di frutta fresca, principalmente mele e prugne. La mia giornata iniziava con frutta fresca; a mezzogiorno e “sera” (in realtà le 6 PM) c’era il Leafy plate, o piatto base; nel pomeriggio di nuovo frutta fresca ogni volta che volevo.

La composizione del piatto variò con la pratica: se i primi giorni cercavo di assumere quanti più carboidrati possibili, sottoforma di fiocchi d’avena; negli ultimi il piatto-base era costituito principalmente da foglie verdi, verdura e semi oleaginosi. La mia ispirazione, oltre al testo sulle combinazioni alimentari, era un articolo sul cibo dei primati.

L’altra fonte di ispirazione era il principio per cui in ogni posto cresce ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra salute. In quella regione erano popolari i funghi che – sperimentato! – davano forza e calore e proteggevano dalle avversità climatiche. Il tarassaco poi, copriva l’intera superficie del prato. Anche per questo principio nella ricetta non ci sono ingredienti di origine tropicale nè esotici, come i semi di sesamo.

Ecco qui la ricetta:

Leafy plate (piatto frondoso)

Ingredienti:

  • erbe spontanee, la mia preferita era tarassaco, o dente di leone
  • funghi, principalmente champignon (Agaricus bisporus)
  • semi di canapa macinati, cioè passati tra i rulli della fioccatrice
  • barbabietola a fettine
  • carote grattugiate
  • olio
  • un pizzico di sale
  • semi di finocchio

Opzionali:

  • semi di girasole o di zucca fioccati
  • patata dolce (Ipomoea batatas)

Sminuzzare le erbe selvatiche con un coltello. In volume devono occupare quasi la metà del contenitore disponibile. Rompere i funghi a cubetti con i polpastrelli ed aggiungerli alle erbe. Aggiungere una buona quantità di semi di canapa e qualche fettina di barbabietola. Infine anche le carote, l’olio e le spezie.

Quando si mescola l’insalata, i semi macinati creano una gustosa cremina. I semi di finocchio aggiungono delle sottili note nella volta olfattiva, che aiutano a superare la nostalgia dell’Italia mediterranea e del suo clima.

La combinazione finale risulta estremamente gradevole e l’abbondanza di fibre contribuisce a mantenere brillanti le pareti dell’intestino. Nei giorni lì arrivai all’equilibrio alimentare: facevo ogni attività, tipo giochi o sport, portavo le taniche d’acqua su per la collina e non ero particolarmente infreddolito dalla pioggia continua che, invece, penetrava anche nella tenda Ferrino e ci costringeva in pieno agosto a portare due maglioni.

Ad onor del vero ci furono anche giorni di sole degni della stagione estiva, in cui potemmo ricaricare le nostre riserve di vitamina D.

Annunci

5 thoughts on “Leafy plate

  1. Pingback: Sweetdish #2 | La Cucina Dei Briganti

  2. Pingback: Complementi all’insalata! | La Cucina Dei Briganti

  3. Pingback: Il mango scemo | La Cucina Dei Briganti

  4. Pingback: Le combinazioni alimentari | La Cucina Dei Briganti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...